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Tutti avete conosciuto i vampiri dal cinema.
Pellicole scadenti e pacchiane.
Tutte vagamente ispirate a: "Dracula" di Bram Stoker.
Francis Ford Coppola ha fatto un po' di giustizia.
Ma il "Dracula" di Bram Stoker è un'altra cosa.
E' una storia poderosa, magnifica e terribile.
E' un mito, un genere, un archetipo, è parte della nostra cultura.
E' l'ultimo, il più famoso e il più grande romanzo gotico.
Se vi sembra a tratti ingenuo o scontato, pensate all'epoca in cui è nato.
Migliaia di scrittori e sceneggiatori si sono ispirati alla sua prosa.
E lo hanno copiato, banalizzato, edulcorato, vampirizzato.
Poi è arrivata Buffy.
Ha cambiato completamente l'idea dei vampiri:
li ha umanizzati: vampiri buoni, con l'anima, pentiti, riabilitati, persino simpatici.
E molto educati: chiedono il permesso prima di entrare in casa
e se li impalettate, diventano un comodo mucchietto di cenere.
Per darvi l'idea del cambio epocale, della drastica differenza,
ecco uno stralcio tratto da "Dracula"