Fiction
italiana
concorrenza
sleale
Questa è probabilmente la vera causa dei guai di noi fans dei telefilm americani: le TV italiane, con forti pressioni politiche, privilegiano la produzione nazionale, anche se di qualità scadente, e boicottano in tutti i modi la produzione Usa. Sarà vero che non esiste uno scambio commerciale paritetico Europa - Usa, che c'è una colonizzazione culturale da parte della produzione americana, non solo televisiva, cinematografica, musicale, letteraria. Ma questo non si risolve col protezionismo, che non ha mai risolto nulla, si combatte con una produzione di qualità, pensata per il mercato internazionale, con artisti di qualità, che parlino inglese, che sappiano fare il loro lavoro, non i soliti raccomandati.
Ecco cosa scrive Luca Goldoni su Sorrisi:
"Se
m'accorgo subito che il telefilm è americano, è per come sa recitare anche la
cameriera del fast food. E altrettanto fulmineamente riconosco il serial made in
italy dalle scolastiche interpretazioni delle stesse protagoniste (rare le
eccezioni)."
Questa è una delle rarissime stroncature di fiction italiana, che mi è capitato di
leggere sulla stampa italiana. Anche se non fa nomi.
Potete scrivere a Luca Goldoni alla: Casella postale 1257, 20100 Milano
Oppure a Sorrisi, all'attenzione di Luca Goldoni sorrisi@mondadori.it
Volete provare a scrivere a qualcuno davvero in alto? Provate: BERLUSCONI_S@camera.it.
Niente parolacce però!
Oppure al Ministro
delle Telecomunicazioni Gasparri Landolfi: gasparri@comunicazioni.it
landolfi@comunicazioni.it