Legge e
Codice di Autoregolamentazione TV e Minori
sottoscritto in Roma il 26 Novembre 1997
Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Oltre alla legge Mammì 223/90, esiste un Codice di Autoregolamentazione, ecco un estratto:
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B) LA TELEVISIONE PER TUTTI dalle ore 7.00 alle ore 22.30
FILM FICTION E SPETTACOLI VARI
Le Aziende televisive, oltre al pieno rispetto delle leggi vigenti, si
impegnano a darsi strumenti propri di valutazione circa l'ammissibilità in
televisione dei film, telefilm, tv movie, fiction e spettacoli di
intrattenimento vario, a tutela del benessere fisico e psichico dei bambini e
dei ragazzi, attraverso un Comitato interno di autocontrollo, vigilanza e
garanzia.
Qualora si consideri che per straordinario valore culturale o morale valga la
pena mettere in onda in prima serata una trasmissione destinata al pubblico
adolescenziale ma non adatta ai più piccoli, si potrà derogare all'impegno
sopra indicato. In questo caso le Aziende televisive si impegnano ad annunciare,
se possibile anche nei giorni precedenti, che la trasmissione non è adatta agli
spettatori più piccoli, pur essendo importante per i più grandi. Se la
trasmissione avrà delle interruzioni, l'avvertimento verrà ripetuto dopo ogni
interruzione.
C) LA TELEVISIONE PER I BAMBINI E I RAGAZZI
Le Aziende televisive si impegnano a dedicare nei propri palinsesti una
fascia "protetta" di programmazione, fra le ore 16.00 e le ore 19.00,
idonea ai bambini sia con trasmissioni esplicitamente dedicate a loro, sia con
un controllo particolare anche su promo, trailer e pubblicità.
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Capito? la fascia protetta va dalle 16 alle 19.
In quella fascia è vietato TUTTO anche la pubblicità inadatta.
Testo completo legge Mammì n 223/90
Testo completo Codice di Autoregolamentazione
Testo completo Nuovo Codice di Autoregolamentazione
Da un messaggio pubblicato nel forum del Corriere della Sera:
18/7/01
12:19 PM
Mediaset e cavilli legali
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Buongiorno Dott. Aldo Grasso, le scrivo in questo forum perchè ci sono delle
cose che non capisco sull'interpretazione della legge da parte di Mediaset
e magari lei o qualcun'altro del forum può darmi qualche spiegazione. Tempo fa
in uno dei numerosi forum di discussione a cui partecipo, mi è capitato di
leggere uno scambio di mail tra un certo Santiago e il signor Bernabeu
di Mediaset. Santiago contestava a Mediaset che c'è una legge che impedisce
l'interruzione con spot pubblicitari dei cartoni animati ed ha ricevuto da
Bernabeu la seguente risposta: 'Siccome ci accusate continuamente di
incompetenza, vi prego, prima di esprimere qualsiasi giudizio, di informarvi
almeno un pochino sugli argomenti sui quali pretendete di pontificare e sui
quali gli incompetenti siete voi: la legge italiana consente, ripeto: consente,
la trasmissione di spot pubblicitari all'interno dei programmi per bambini,
siano essi cartoni animati, varietà, giochi, quiz, film o contributi di
qualsiasi altro genere.' Di contro Santiago rispondeva citando l'articolo
di legge che ne parla e cioè la legge Mammì 223/90, il cui articolo 8,
comma 1 sancisce: 'Inoltre, l'applicazione dell'articolo 3, comma V, della
legge 122/1998 vieta comunque l'inserimento della pubblicità quando hanno
durata programmata inferiore a 30 minuti.' Naturalmente Mediaset ha pensato
di aggirare la legge in questo modo: se il cartone animato dura 20 minuti,
allora trasmettiamo 10 minuti di pubblicità così arriviamo ai 30 previsti
dalla legge. Io no so se la legge esita davvero, ma se esiste e viene aggirata
in questo modo, dovrebbero chiudere Mediaset. Altre reti come MTV, non
trasmettono pubblicità durante i cartoni animati e questo mi fa pensare che la
legge esista. Ciao a tutti
18/7/01 06:23 PM
Risposta: Mediaset e cavilli legali
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Per quanto ne so la legge esiste ed è precisa, ma come sempre nel nostro Paese
le leggi sono fatte per essere eluse.
A. Grasso
© Corriere della Sera
BOLLETTINO DELL'OSSERVATORIO PER LA QUALITA' DEI PROGRAMMI TV del 25 luglio 2001
La tv dei piccoli
E' noto che la tv ha acquisito un importanza fondamentale nella vita di tutti noi.
Un diverso valore ha però per i bambini. Sono loro, infatti, quelli che passano il maggior numero di ore davanti al televisore. E ne subiscono gli effetti. Per questo la legislazione italiana ha voluto tutelare questa particolare e sensibile categoria di telespettatori, prevedendo un determinato numero di spot per i programmi a loro dedicati, nonché la messa in onda di immagini forti in orari in cui i più piccoli non siano dinanzi la tv. Quando queste norme vengono rispettate il bambino è sicuro. Tuttavia il rischio si nasconde altrove. Sono proprio i cartoni animati ( o meglio alcuni cartoni) a rappresentare il pericolo maggiore per il minore. L'Osservatorio sulla qualità dei programmi tv del CODACONS ha raccolto le segnalazioni di genitori, preoccupati per alcuni cartoni animati, giudicati inadatti ad un minore. Il più bersagliato è stato senza dubbio 'MEGA BABIES', in onda il sabato mattina su Italia1, a partire dalle 9:30. In questo cartone i protagonisti sono dei mostriciattoli deformi, che sbavano in continuazione, si mettono le mani nel naso, perdono litri di muco verde dal naso, compiono atti vandalici, senza contare poi che sembrano essere tutti petomani. Un cartone animato dovrebbe trasmettere dei valori positivi al bambino, e sinceramente, non capiamo cosa possa trasmettere un cartone del genere. I genitori ci hanno segnalato come considerino questo cartone altamente diseducativo per i propri figli e, al di là di ogni bigottismo, viste le immagini, non si può non dargli ragione. I contenitori di programmi per bambini di Mediaset, (Ciao Ciao e Bim Bum Bam) non si sono certo distinti in senso positivo. Infatti numerose proteste sono arrivate al CODACONS per le troppe interruzioni pubblicitarie durante i programmi per bambini. Addirittura la Rai ha accusato Mediaset di aver trasmesso 900 mila secondi di pubblicità nei programmi per i più piccoli (l'anno scorso) contro i 112 mila della tv di Stato.
E nemmeno il provvedimento appena emanato a riguardo dall'Autorità per le Comunicazioni sembra risolvere in maniera efficace il problema degli spot nei programmi per i più piccoli. Secondo il Codacons, infatti, non è sufficiente vietare gli spot nelle trasmissioni di durata inferiore a 30 minuti (anche perché le reti televisive risolverebbero facilmente il problema allungando la durata dei programmi). Bisogna anche vietare determinati spot, specificando quali siano più o meno adatti ad un minore.